Macchina a legni corti
Erodoto (V
sec. a.C.) (Le Storie II, 125):
sec. a.C.) (Le Storie II, 125):
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Questa piramide fu costruita così, a gradinate ... sollevavano le pietre
... con macchine formate con legni corti, alzandole da terra fino al primo
ordine di gradini. Quando una pietra era stata issata su questo (gradino)
veniva sollevata sopra un'altra macchina che si trovava sul primo gradino e
da questa era tratta al secondo ordine e posta su un'altra macchina, che
quanti erano i gradini tante erano le macchine; oppure trasportavano la
stessa macchina, che era una sola e facile da trasportare, su ciascun ordine
>>.
Questa piramide fu costruita così, a gradinate ... sollevavano le pietre
... con macchine formate con legni corti, alzandole da terra fino al primo
ordine di gradini. Quando una pietra era stata issata su questo (gradino)
veniva sollevata sopra un'altra macchina che si trovava sul primo gradino e
da questa era tratta al secondo ordine e posta su un'altra macchina, che
quanti erano i gradini tante erano le macchine; oppure trasportavano la
stessa macchina, che era una sola e facile da trasportare, su ciascun ordine
>>.
La macchina a legni corti descritta da Erodoto, utilizzata
per l’elevazione delle pietre nella costruzione delle piramidi egiziane, era
descritta come molto leggera, infatti i lavoratori potevano tranquillamente
spostarla da un gradino di pietre a quello successivo.
Gli egiziani non conoscevano macchine molto complesse come
quelle greco-romane, tuttavia
conoscevano già macchine come la bilancia o lo shaduf (usato per
l’agricoltura ) le quali, utilizzavano un sistema di contrappesi per
trasferivano il peso sul perno centrale.
In seguito a nostre ricerche effettuate su vari manoscritti
antichi dal de architettura di Vitruvio al trattato di architettura di
Francesco di Giorgio, non abbiamo riscontrato nessuna
macchina che potesse avere tali caratteristiche; tuttavia abbiamo notato che
nei codici di Leonardo da Vinci vi sono due disegni in cui è raffigurata una
macchina che può corrispondere alla descrizioni date da Erodoto.
Nel foglio 818 v. del Codice Atlantico sono descritte
diverse macchine per alzare delle colonne, in particolare una di esse è
raffigura l’elevazione di una colonna tramite oscillazione, inserendo nel perno
centrale, dei legni a spessore, contribuendo così al suo sollevamento.
Nel foglio del Codice Madrid I f.29 r. è raffigurata la
stessa macchina costruita con legni grezzi e corde, il cui funzionamento è il
medesimo del disegno precedente, ma la macchina, come è stata disegnata da Leonardo,
sembra avere origini molto antiche, infatti è molto diversa dagli altri disegni
che compaiono nel codice Madrid I.
Nel disegno è raffigurata una macchina in grado di elevare
una colonna di pietra molto grande, sfruttando il bilanciamento al perno
centrale dove veniva concentrato tutto il peso della colonna. Quest’ultima
oscillando, nella parte destra del perno centrale, creava uno spazio,
sufficiente per inserire uno spessore di legno corto, contribuendo così alla
sua elevazione; oscillandola nuovamente, nella parte sinistra, alla destra del
perno centrale si creava uno spazio per inserire un altro spessore di legno,
portando ad una ulteriore elevazione della colonna.
Visto che una macchina simile era esistita in antichità
possiamo dimostrare che con una piccola modifica, la macchina diventa molto
simile a quella descritta da Erodoto. La maggior parte delle pietre usate nella
costruzioni delle piramidi hanno un peso compreso fra le 2 e le 3
tonnellate, non molto distante probabilmente dal peso della colonna
raffigurata. Ma queste sono solo ipotesi, è per questo che abbiamo fatto un
test. La macchina è stata realizzata in scala e testata durante il febbraio
2011 con un parallelepipedo di cemento armato del peso di circa 300Kg, oltre
ogni nostra ottimistica previsione la macchina in scala non solo riuscì a
sollevare il blocco di cemento, ma ne ridusse talmente il peso che era
possibile far sollevare la pietra ad un bambino di soli 6 anni.

